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LE NOTIZIE DALLA NOSTRA ASSOCIAZIONE CONSORELLA D.G.H.S. DI BERLINO

Riportiamo un prezioso testo procuratoci dal nostro caro Neri Marchisio in occasione della sua visita a Berlino del Luglio scorso.

 

CHE COSA SUCCEDE IN GERMANIA

“Il suicidio assistito in Germania è un tema molto delicato e complesso, che ha subito importanti cambiamenti negli ultimi anni, sia dal punto di vista giuridico che etico. Ecco un quadro aggiornato (al 2025) della situazione:


⚖️ Situazione legale

1. Sentenza della Corte Costituzionale (2020)

Il punto di svolta è stato il 26 febbraio 2020, quando la Corte Costituzionale Federale tedesca ha dichiarato incostituzionale il paragrafo 217 del Codice Penale, che vietava il "suicidio assistito a scopo commerciale".

  • La Corte ha affermato che il diritto all’autodeterminazione comprende anche il diritto di porre fine alla propria vita con l’aiuto di terzi, se liberamente e consapevolmente deciso.

  • Questo ha reso il suicidio assistito legale, a patto che sia volontario e autodeterminato.

2. Cosa è legale oggi

  • Non è punibile aiutare qualcuno a suicidarsi, ad esempio fornendogli i mezzi (come un farmaco letale), purché la persona:

    • sia capace di intendere e volere;

    • decida liberamente e senza costrizioni;

    • assuma personalmente la sostanza letale.


Situazione medica e pratica

  • Dopo la sentenza, è emersa una zona grigia: la pratica è legale, ma manca una legge dettagliata che ne regoli le modalità (es. procedure, requisiti medici, controlli).

  • Alcuni medici sono disponibili a fornire assistenza, ma molti restano riluttanti per motivi etici o giuridici.

  • Le associazioni per il diritto a morire (come Dignitas Germania o Sterbehilfe Deutschland) operano legalmente, offrendo consulenza e assistenza.


Dibattito pubblico ed etico

Il tema è molto dibattuto:

  • A favore: autodeterminazione, dignità del malato, fine delle sofferenze.

  • Contrari: rischio di pressioni su persone vulnerabili (anziani, disabili), ruolo etico della medicina, mancanza di alternative (come cure palliative).


Proposte di legge (aggiornamenti recenti)

Nel corso del 2021–2024 ci sono stati diversi tentativi in Parlamento di introdurre una nuova legge che regolamenti il suicidio assistito, ma nessuna è stata ancora approvata in modo definitivo (al luglio 2025). I punti discussi includono:

  • Obbligo di valutazione psicologica.

  • Periodi di riflessione obbligatori.

  • Requisiti medici e certificazioni.


In sintesi

Aspetto

Situazione attuale

Legalità

Il suicidio assistito è legale, se autodeterminato

Legge specifica

Non ancora presente

Medici coinvolti

Possibilità, ma con cautela

Associazioni attive

Sì, operano legalmente

Dibattito politico

Ancora in corso, con proposte in Parlamento

Ecco una panoramica aggiornata del numero di persone che hanno usufruito del suicidio assistito in Germania negli ultimi anni:


Andamento degli assistiti (Freitodbegleitungen)

Anno

Totale casi assistiti*

2020

137

2021

359 (DGHS + Sterbehilfe; Dignitas non ha pubblicato dati)

2022

359 (idem 2021)

2023

~615 (DGHS + Sterbehilfe) + casi Dignitas: 977 totali

 

 


ULTIMA ORA

In Francia l’«aiuto a morire» è legge: come ci si è arrivati e perché il Paese s'è spaccato di Francesco Ognibene

Dopo tre anni di discussioni e sette votazioni tra deputati (sempre favorevoli) e senatori (sempre contrari) l’Assemblea nazionale ha approvato un nuovo “diritto”: quello al suicidio assistito e all’eutanasia

In Francia l’«aiuto a morire» è legge: con 291 voti a favore e 241 contrari e dopo tre anni di dibattiti, l’Assemblea nazionale ha approvato definitivamente il testo forse più contestato della presidenza Macron per la vasta opposizione nella società e nel Parlamento. Il voto finale è stato il quarto dei deputati, dal maggio 2025, con il Senato che per tre volte ha respinto la legge invitando nel suo ultimo pronunciamento a fermare un provvedimento che spacca il Parlamento. Il presidente Macron ne aveva però fatto una delle bandiere del suo secondo mandato, insieme alla libertà di abortire inserita nella Costituzione. Ora a diventare un diritto è la morte che può essere chiesta, e ottenuta con assistenza medica, da cittadini francesi maggiorenni, affetti da una patologia grave e incurabile o in fase terminale, che non risponda più alle terapie e generi una sofferenza ritenuta insopportabile (solo fisica: quella psicologica da sola non giustifica il ricorso al suicidio assistito, a differenza di ciò che prevede il disegno di legge in discussione al Senato italiano). La legge prevede anche l’eutanasia nel caso in cui il paziente non sia in grado di autosomministrarsi il farmaco letale e debba quindi affidarsi a medici e infermieri, ai quali è consentito di fare obiezione di coscienza salvo indicare al paziente un collega non obiettore.
Anni di mobilitazione delle associazioni impegnate per la difesa della dignità della vita, presenti davanti all'Assemblea nazionale con un presidio di testimonianza durante il voto, non sono stati sufficienti a fermare la corsa della legge ma hanno sollevato molti dubbi nell'opinione pubblica francese, nella quale le voci contrarie hanno trovato spazio e ascolto, anche grazie a una mobilitazione capillare, tenace e argomentata.
Alla vigilia del voto la Chiesa cattolica francese si era appellata ai parlamentari perché scegliessero il «sostegno alla vita con dignità, di tutte le vite e in tutte le loro fasi, fino alla fine, garantendo le cure palliative» prendendo piena consapevolezza che la loro scelta determinerà «in larga misura il modello futuro della nostra società». Soddisfatto il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, accusato da molti parlamentari di aver voluto ottenere a ogni costo la legge da esibire come una sua conquista forzando la mano a un Parlamento palesemente spaccato. «La proposta di legge relativa al diritto all’aiuto a morire è adottata – ha scritto su X pochi minuti dopo –. Su questa questione tanto intima quanto grave, che tocca la vita, la sofferenza e la dignità, un solo metodo era possibile: prendersi il tempo dell’ascolto, del dialogo e del dibattito. Nel 2022, avevo preso l’impegno di aprire questa strada con i francesi. Con serietà, con umiltà e nel pieno rispetto della nostra democrazia, questo impegno è stato mantenuto».
Ma la tormentata storia della legge non finisce qui. Il presidente del Senato Gérard Larcher ha annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale (l’equivalente della nostra Corte costituzionale). Una scelta fatta propria con una mossa del tutto a sorpresa proprio alla vigilia del voto anche dal primo ministro Sebastien Lecornu, deciso a chiedere al “tribunale delle leggi” francese la verifica che la legge rispetti la dignità umana. Sono previsti 15 giorni di tempo tra l’approvazione della legge e la sua promulgazione da parte dell’Eliseo per sollevare questioni di legittimità costituzionale.
Dopo Svizzera, Olanda, Belgio, Lussemburgo, Spagna, Portogallo e Austria, la Francia è l’ottavo Paese europeo in cui il suicidio assistito è ammesso. In altri Paesi, come l’Inghilterra, la legge è stata discussa e respinta ma sta per tornare all’attenzione dei parlamentari. In Italia l’iter è incagliato al Senato per la distanza ancora incolmabile tra maggioranza e opposizione nel dare forma di legge alle indicazioni della Corte costizionale, mentre le Regioni stanno procedendo in ordine sparso per regolamentare la procedura di esecuzione della morte assistita.


IL PRIMO SUICIDIO ASSISTITO
- SVOLTA IN PIEMONTE -

E' difficile esprimere soddisfazione quando una persona muore, ma dobbiamo essere contenti che Paolo Alberto abbia potuto ottenere quello che voleva e dobbiamo essergli grati perché ha rotto finalmente quel velo di ipocrisia che regna e regnava in Piemonte. 

Meno di due anni fa, il 20 marzo 2024, con 23 voti a favore e 11 contrari fu vergognosamente bloccata la legge regionale di iniziativa popolare, che chiedeva l'applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale.
Quell'onta di vergogna alla vigilia delle elezioni di allora, deve essere sembrata troppo, se oggi la Regione ha inviato una circolare a tutte le Asl, precisando la necessità giuridica di applicare quanto sancito dalla Corte costituzionale.
Non si tratta ancora di una norma, ma è ormai la linea di indirizzo dei tribunali.

Sappiamo poco di Paolo Alberto e rispettiamo il cordoglio di amici e famigliari ma sappiamo pure che riteneva ormai intollerabile la sofferenza della sua "non vita" e siamo grati per questa sua decisione che dimostra che anche in Piemonte si può fare e si può ottenere il suicidio assistito per poter morire con estrema dignità.
Dobbiamo sottolineare il ruolo dei medici e del personale sanitario che si sono offerti ad aiutare Paolo Alberto: ciò significa che non siamo più in pochi, che i tempi sono maturi per un passo di civiltà e che per quanto riguarda l'Ordine dei Medici, questo dovrebbe schierarsi con più coraggio, non solo per il suicidio assistito, ma anche per l'aiuto attivo quando questo diventa necessario e indispensabile.


Bollettino informativo 01 2026

Sentenza di assoluzione per Emilio Coveri

 

MA noi italiani siamo meno del belgio ?

Riportiamo qui di seguito un bell’articolo che mette in evidenza quanto l’Italia sia ancora molto indietro rispetto a certi Paesi del Nord Europa come il Belgio.

“Nel 2002, il Belgio introdusse una legge sul diritto dei malati all'autodeterminazione, e dunque a ricorrere all'eutanasia. Da allora, alcuni ospedali hanno aperto un consultorio dedicato al "fine vita": è il caso del centro Citadelle di Liegi, dove François Damas, specialista in cure intensive, accoglie pazienti in condizioni gravi o in grande sofferenza morale, che non intendono più continuare a vivere. Con empatia li ascolta, ponendo loro domande per valutare il loro stato di salute e la loro determinazione a farla finita, nonché il modo in cui essi hanno affrontato la questione con i loro cari. Questo toccante documentario illustra la procedura che conduce alla "dolce morte" (simile a quella di un'anestesia generale), la costruzione della consapevolezza e naturalmente l'assistenza alle famiglie che comporta questo tipo di percorso.”


UNA NUOVA ENTITA’ SVIZZERA CHE ACCOMPAGNA I MALATI ALLA MORTE VOLONTARIA ASSISTITA Abbiamo scoperto ultimamente l’esistenza di un’Associazione sita in Basilea che praticamente aiuta e accetta anche gli stranieri nell’accompagnamento e nell’assistenza alla morte volontaria medicalmente assistita. Si chiama ATHANASIOS e l’abbiamo già contattata al fine di effettuare un meeting presso di loro e concordare, se possibile, tutto ciò che si deve fare per richiedere la loro assistenza Non appena avremo informazioni più precise, naturalmente ve le comunicheremo nei prossimi bollettini informativi.




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